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Meno 12%, flop degli ogm in Europa
25/02/2010 - Sloweb
Inversione di tendenza in Europa per le coltivazioni ogm, la cui superficie è diminuita in un solo anno del 12%, secondo il rapporto 2009 dell’Isaaa (International Service for the Acquisition of Agri-biotech Applications). Per la prima volta il trend degli ettari dedicati al biotech ha il segno meno: si è passati da da 107719 ettari a 94750.
Contemporaneamente le nazioni europee dove si coltiva il mais Bt si sono ridotte a sei, dopo il divieto posto in Germania nell’aprile 2009, sui ventisette Stati membri.
Gli Stati che hanno coltivato mais Bt in ordine di grandezza della superficie coltivata sono Spagna (80 per cento del totale), Repubblica Ceca, Portogallo, Romania, Polonia e Slovacchia. Cali si sono verificati in Spagna (- 4 per cento), in Repubblica Ceca, Romania e Slovacchia, la Polonia ha mantenuto la stessa superficie coltivata, mentre solo per il Portogallo è aumentata.

Secondo Sergio Marini, presidente della Coldiretti, è il chiaro segnale che anche economicamente coltivare a ogm non risulta vantaggioso, contrariamente a quanto affermato ripetutamente dai sostenitori del biotech. «Non c'è quella miracolosa convenienza economica che le multinazionali e i loro "tifosi" propagandano. Tutt'altro, a dodici anni dalla loro introduzione in Europa, le coltivazioni biotech sono già in calo e rappresentano molto meno dell'uno per cento del totale perché, di fatto, non sono riuscite a trovare un mercato, vista la persistente contrarietà dei consumatori ad acquistare prodotti geneticamente modificati» spiega Marini.

Più del 70% degli italiani, secondo l’ultima indagine annuale Coldiretti-Swg Le opinioni di italiani e europei sull'alimentazione, considera i prodotti alimentari contenenti ogm meno salutari rispetto a quelli naturali. Inoltre per le caratteristiche delle coltivazioni in Italia, fortemente parcellizzate, non sarebbe possibile evitare le contaminazioni incrociate, violando la libertà degli agricoltori che non vogliono coltivare piante transgeniche.
Significativa la posizione espressa dal presidente della Commissione Europea Jose Manuel Durao Barroso che «non vuole imporre la coltura degli ogm in Europa» e lasciare liberi gli Stati membri di decidere se desiderano coltivare o no ogm sul loro territorio, aprendo così la possibilità di invocare la clausola di salvaguardia, strada già percorsa da altri Paesi.

Clicca qui per leggere "Ogm - Perché dico dieci volte no" di Carlo Petrini
Clicca qui per vedere lo speciale ogm di Slow Food

Daniela Corso


Fonte
Repubblica.it
 
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