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Spagna tra bio e ogm
13/07/2009 - Sloweb
Quest’anno la Spagna ha centrato due record difficilmente conciliabili. E’ il primo Paese per estensione sul fronte dell’agricoltura biologica e vanta il primato anche per le colture transgeniche. Con ben 79.262 ettari dedicati a coltivazioni biotecnologiche, il Paese iberico è oggi il quattordicesimo produttore di ogm, nella particolare graduatoria presentata a Madrid da Asebio (Asociación Española de Bioempresas).
Questi due dati sollevano la questione del rischio da contaminazione a cui le coltivazioni biologiche iberiche potrebbero andare incontro, in uno dei mercati maggiormente vocati all'esportazione. Per regolamentazione europea la soglia di contaminazione da ogm nel biologico non deve superare lo 0.1%.

Nella classifica presentata ieri, la palma d'oro degli ogm va, naturalmente, agli Usa (con 62,5 milioni di ettari), seguita da Argentina (21 milioni), Brasile (15,8), India (7,6), Canada (7,6) e Cina (3,8). Tra gli stati europei, tutti con una produzione inferiore ai 100.000 ettari: Repubblica Ceca, Romania, Portogallo, Germania, Polonia e Slovacchia.

Ma la quantità di ogm in circolazione in Spagna non si fermerebbe qui. Secondo Asebio, infatti, il primato riguarda anche la quantità di granaglie importate come mangime per gli allevamenti. Il grano ogm coltivato da oltre 10.000 agricoltori, viene utilizzato per l'alimentazione del bestiame degli oltre 300.000 allevatori.

Fonte:
Greenplanet

 
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